Terre rare

Terre rare per i motori a magneti permanenti. E’ esplosa la bolla

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Le terre rare, il gruppo di 17 elementi chimici della tavola periodica, precisamente scandio, ittrio e i lantanoidi, sono stati per anni al centro di una vera e propria emergenza economica e politica.

Questi elementi, necessari per la costruzione di particolari elettronici ed elettrici strategici, come componenti di aerei da guerra e motri a magneti permanenti necessari per la generazione di energia eolica, erano per il 97% estratti in Cina.

La bolla delle terre rare

L’intera economia occidentale in ostaggio dei cinesi é stata una delle maggiori paure che ha attanagliato il think tank occidentale per anni. Eppure, quella delle terre rare si é rivelata una delle più clamorose “bolle” nella storia delle materie prime. La bolla é esplosa ufficialmente con la richiesta del Chapter 11 (amministrazione controllata) da parte di Molycorp: l’unico produttore statunitense – e uno dei pochissimi occidentali – di questi 17 metalli strategici, non più preziosi come qualche anno fa, ma tuttora insostituibili in numerose applicazioni hi-tech.

La “bolla” ha iniziato a scoppiare poco lo scorso autunno, quando la Cina é stata condannata dal WTO per prezzi eccessivi, lasciando spazio ad aziende come la  Molycorp per sviluppare la produzione di depositi noti, ma “dimenticati” da tempo. Il crollo dei prezzi ha fatto impennare i debiti dell’azienda americana a 1,7 miliardi di $, accumulati per finanziare acquisizioni e per resuscitare – tra ritardi e difficoltà tecniche – la storica miniera californiana di Mountain Pass.

Dopo tredici trimestri consecutivi in perdita, Molycorp ha fatto default sulla cedola di un’obbligazione. Da qui al Chapter 11 il passo é stato breve.

Il futuro delle terre rare é il riciclo

La nuova strada delle terre rare ora si chiama riciclo ed é notizia recente che i ricercatori del Worcester Polytechnic Institute hanno messo a punto un nuovo metodo per il riciclo delle terre rare contenute nelle batterie delle auto elettriche e ibride, nelle turbine eoliche e nei dispositivi medici utilizzati per la risonanza magnetica.

Grazie a un processo di estrazione chimica in due fasi i ricercatori sono riusciti a separare i diversi elementi, recuperando anche altri materiali riutilizzabili dalle unità elettriche come i chip in acciaio. Il metodo è stato testato con successo sul motore elettrico di una Chevrolet Spark.

Questo nuovo metodo di riciclo permetterà agli Stati Uniti di ridurre la dipendenza dall’importazione delle terre rare.

 

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